Scuola: Maturità? Provare per credere....
Considerazioni semiserie di una “maturanda” appena “maturata”.
"Scusi, mio figlio è maturando poverino, ha per caso una cura??" Non c'è cura. Come la febbre l'esame di maturità rappresenta già la soluzione al problema. Un rimedio sgradevole ma efficace se si è affetti da adolescenza. Almeno così sembra.
Tutti ci passano, qualcuno ci rimane, ma se sei Studente, l'esame di stato è come l'amaro in fondo al bicchiere con la medicina. Dopo tanti sorsi fatti con sacrificio ti rimane solo un ultimo piccolo sforzo per iniziare a guarire, ma nella prospettiva del dolce non mandi giù l'amaro, non così facilmente. Guardi i residui schierati sul fondo del bicchiere come se stessero lì per strapparti la lingua, eppure vogliono solo farti maturare,guarire. Sono un bel muro di 9 commissari contro cui andare a sbattere la testa. Poco importa, mal che vada conoscono i tuoi sforzi e li manderai giù con un 18 e tanti auguri del presidente.
Nella lunga lista del bugiardino c'è però una fregatura: "effetti collaterali" a gogò.
Ipersensibilità? Ansia da stress? Nervosismo? Aspetta, qui mi ci vuole un caffè.
E il cellulare? Scoprirai che per la prima volta nella tua vita non esiste,o quasi.
La vita sociale ? Diventerà quella che trascorrerai da pagina 43 a 54 sulle schede della critica contestando le opinioni di chi con le sue idee ha fatto la storia, ma che tuttavia non potrà mai sentirti. Lo sport ? Diventerà allenamento puro della mandibola, masticando chewin gum anti-stress, divorando biscotti o meglio ancora ripetendo storia.
In tutto questo gran daffare c'è chi soffrirà di euforia per eccesso di adrenalina. Soggetto interessante. Troverai poi chi non ha mai apprezzato molto l'odore dei libri e avrà deciso di tenerne il naso fuori anche in extremis. Ma non c'è modo di catalogare tutti i sintomi di ciascun maturando. Durante la stagione degli esami tutti gli esemplari sono affetti da atteggiamenti singolari. Gli studiosi e i migliori osservatori del dinamismo sociale (disciplina molto diffusa attualmente) trovano in Facebook lo strumento per eccellenza. C'è il viaggiatore che in bacheca scrive di aver visitato la Terra durante la settimana prima degli scritti e lo spazio poco prima degli orali. C'è il temerario che preferisce FrontierVille al libro di biologia, c'è la patita dello shopping che non sa cosa mettersi al colloquio orale, la "10 e lode" terrorizzata all'idea di poter non eccellere e infine trovi "l'uffatore", di gran lunga il più divertente. Scrive da mattina a sera gli "uffa" più eloquenti del mondo, aggiungendo magari ogni tanto qualche parolina condita.
E le mamme? Più maturande dei figli. Si industriano per aiutarli in qualsiasi maniera e si dimenticano di fare la spesa, rimangono in piedi finché non sentono i loro pulcini andare a letto e abbandonare i libri. Insomma, insieme ai padri, partecipano all' impresa titanica dei figli.
Che dire poi dei compagni di classe? Alcuni pronti ad aiutarti nello studio matto e disperatissimo, affezionati e benevolenti come sempre, altri sempre lì a scommettere con se stessi che costruiranno un futuro migliore del tuo e a promettere apertamente che il vostro avvenire sarà parallelo. Hai dubbi sulla loro trasparenza quando ti parlano "a cuore aperto" ma hai la certezza che colloquio dopo colloquio la classe svanirà nel pentolone dei ricordi, che l'esame altro non sarà che l'accesso alla vita in cui ciascuno sarà la classe di se stesso, nonostante rimarrà vivo l'attaccamento al ricordo. La nostalgia probabilmente sarà un altro doloroso effetto collaterale.
Quando finalmente poi la medicina avrà compiuto il suo effetto, la letteratura, la filosofia, la matematica, si trasformeranno negli anticorpi giusti per vincere se stessi e andare avanti nella vita di tutti i giorni con una marcia in più. Magari domani non saprai il lungo titolo di quella raccolta di poesie o la data di nascita di Pascoli ma avrai le basi per cogliere il futuro, per diventare magari una mamma o un papà che matura, di nuovo, col figlio.
L'anaciclosi insegna che la storia si ripete, perché questo è solo l'inizio e non è poi così titanico se sai accettare che "la vita è fatti di esami"...
Maria Claudia Caputo









