Forse uno sgarro nell'ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti alla base dell'atroce delitto che si è consumato probabilmente già domenica sera e scoperto nella mattinata di lunedi . E' indiziato di delitto, a far insospettire gli inquirenti alcune gocce di sangue ritrovate nel cortile della sua abitazione e che a vederlo per l'ultima volta sia stato proprio lui. E' nei guai Alfonso Greco, 22enne di S.Egidio, più conosciuto come il figlio di Vincenzo O Zombi, attualmente in carcere. Il giovane è al momento in stato di fermo ed è stato sottoposto ad interrogatorio ormai da ore presso la Procura di Nocera Inferiore. Le tracce telefoniche fanno risalire proprio al suo numero, gli ultimi contatti del cellulare di De Risi. Secondo le indagini chi ha ucciso e se è stato il 22enne lo avrebbe strangolato, non prima di averlo percosso e dopo lo ha incendiato, lo confermano gli esami autoptici che vanno nel dettaglio, parlando di un corpo che avrebbe gli occhi usciti dalle orbite e la lingua riversa, elementi inequivocabili di uno strangolamento. Lo avrebbe dunque ucciso con le mani nude, naturalmente a confermare se è stato davvero Greco, lo potrà fare lui stesso qualora confessi il delitto oppure la magistratura che sulla base di alcuni elementi indiziari sembrano confermare che ad uccidere sia stato il 22enne. Potrebbe chiudersi in poche ore quindi una vicenda che ha lasciato senza parole la cittadina pedemontana. Gli inquirenti che hanno avviato indagini a tutto tondo dopo il ritrovamento del cadavere del 35 enne Adriano De Risi ,in un nocelleto a Terzigno, hanno, infatti fermato, con la grave accusa di omicidio. Il giovane è stato fermato ieri sera dai carabinieri della Tenenza di Pagani per omicidio pluriaggravato ed occultamento di cadavere. Le indagini d'iniziativa dei Carabinieri sono scaturite dal rinvenimento, avvenuto lunedì 28 giugno 2010, alle ore 06.00, a Terzigno (NA), uscita SS 268, dell'autovettura di Adriano De Risi di Sant'Egidio del Monte Albino, da parte dei Carabinieri del luogo, avvisati dal proprietario di un fondo. L'auto, una mini minor bianca cabrio, è stata trovata sotto delle piante di nocciole, aperta ed con le chiavi inserite. Sul sedile lato guida è stato rinvenuto il borsello del DE RISI, con i proprio documenti ed effetti personali. I Carabinieri della Compagnia di Nocera Inferiore, pertanto, avvisati del ritrovamento, hanno subito assunto le indagini, in considerazione della personalità del DE RISI, sospettato e noto alle forze dell'ordine quale spacciatore di droga più volte sottoposto per tale motivo a perquisizione personale e domiciliare. Hanno quindi ascoltato i parenti, in particolare la moglie il padre ed il fratello, dai quali hanno appreso, pur se non era stata sporta alcuna denuncia di scomparsa (peraltro mai voluta formalizzare), che il
DE RISI si era allontanato dalla propria abitazione, ove conviveva con la moglie e la figlia in tenera età, a bordo della sua autovettura, alle ore 18.00 di domenica 27 giugno 2010, non facendo più rientro. Le indagine, che già fervevano e supportate da attività di intercettazione, consentivano di concentrare l'attenzione sui rapporti tra il DE RISI ed alcuni pregiudicati, in particolare un pregiudicato di Sant'Egidio del Monte Albino, tale GRECO Alfonso cl. 88 figlio del più noto Vincenzo detto "0 zombi" detenuto. Nel tardo pomeriggio del giorno 29 giugno 2010, pertanto, i Carabinieri, dopo aver esaminato i tabulati dell'utenza del DE RISI, rilevati i contatti con il GRECO il giorno 27, previe direttive del Procuratore c/o la DDA di Salerno e del Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, hanno eseguito una perquisizione nell'abitazione del GRECO e, a seguito di accertamenti tecnici eseguiti con l'intervento della squadra investigazioni scientifiche, hanno rilevato alcune tracce di liquido ematico, latenti nel cortile di detta abitazione. Le ricerche, eseguite poi con l'ausilio di una unità cinofila dei Carabinieri per la ricerca di persone, fatta intervenire (ricerche operate grazie al possesso di alcuni indumenti del DE RISI prelevati dalla sua abitazione), consentivano, a seguito della ispezione di tutta l'abitazione e di tutte le zone di campagna circostanti, di concentrare, dapprima l'attenzione su un pozzo profondo 10 metri, che con l'intervento dei vigili del fuoco veniva ispezionato, con esito negativo e, successivamente, su un appezzamento di terreno recintato retrostante l'abitazione del Greco, attiguo al pozzo e nella disponibilità del GRECO, ove il cane aveva fiutato una traccia e dove sono state rilevate vistose tracce di scavo. I Carabinieri, pertanto, dopo alcune ore ed aver scavato per circa due metri, rinvenivano il corpo del DE RISI, verso le ore 22.00. L'ispezione cadaverica eseguita, ha consentito di stabilire che il capo presentava evidenti fratture, nonché, il corpo, verosimilmente, presentava segni di strangolamento al collo dedotti anche dalla fuoriuscita degli occhi dalle orbite e della lingua dalla sua sede naturale e di incendio, in quanto gli indumenti indossati erano completamente bruciati. Non presentava fori d'arma da fuoco, ma ciò sarà accertato con maggiore precisione dall'esame autoptico. Per tale motivo ed in considerazione che dalle testimonianze assunte, nonché dai tabulati eseguiti del telefono della vittima, il DE RISI aveva contattato ed incontrato, poche ore prima della sua scomparsa, il GRECO Alfonso nell'abitazione predetta ove, come detto, sono state peraltro rinvenute tracce di liquido ematico, segno evidente dell'avvenuta aggressione, e per la presenza del corpo in terreno nella sua disponibilità distante 50 metri dalla sua abitazione, il GRECO è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, per omicidio pluriaggravato e sottrazione di cadavere. Il movente, ancora da accertare, dovrebbe essere riconducibile ai rapporti delinquenziali tra i due ed inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti. La salma è stata trasportata all'ospedale di Nocera Inferiore (SA), per il successivo esame autoptico.