La vicenda dell’aggressione di ieri mattina a Nocera Inferiore ha riportato alla ribalta il drammatico fenomeno dello stalking.
Per portare aiuto alle vittime di violenze, molestie, intimidazioni e minacce di vario genere, l’Asl di Saleranno (ex Asl Salerno 1) ha attivato uno Sportello-Osservatorio per portare aiuto alle vittime di casi di Stalking (aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 13 - Per informazioni e contatti: 081 9212209).
La struttura, realizzata dal Dipartimento di Salute Mentale, diretto dal dr. Walter Di Munzio, e dal Comitato per le Pari Opportunità, presieduto dalla d.ssa Maria Gabriella De Silvio, è affidata alla responsabilità della d.ssa Giuseppina Salomone.
Lo Sportello-Osservatorio mette a disposizione delle vittime di stalking spazi e risorse professionali per fornire loro aiuto ed assistenza attraverso l’apporto di psicologi, psicoterapeuti, psichiatri ed altri operatori del settore.
Lo Stalking
Alcuni comportamenti come telefonate, sms, e-mail, “visite a sorpresa” e perfino l’invio di fiori o regali, possono essere graditi segni di affetto che, tuttavia a volte, possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado.
A diventare “molestatore assillante” o “stalker” può essere una persona conosciuta con cui si aveva qualche tipo di relazione o perfino uno sconosciuto con cui ci si è scontrati anche solo per caso, magari per motivi di lavoro. Inseguimento, molestia, persecuzione Inseguimento, molestia e persecuzione possono manifestarsi sotto innumerevoli forme.
Esse possono essere qualcosa di sporadico oppure possono essere insistenti manifestazioni di un fenomeno psicologico e sociale conosciuto soprattutto con il nome di “stalking” , ma chiamato anche “sindrome del molestatore assillante” , “inseguimento ossessivo” o anche obsessional following .
La terminologia più comune, quella di “stalking”, è stata coniata con la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto molestie assillanti e per questo viene definito “stalker”.
Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione “fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, al di là delle differenze rilevate di situazione in situazione.
Resta in carcere Aniello Pastore, il vigilantes dell'IperVigile che il 4 agosto scorso si era impossessato del furgone portavolari che trasportava contanti per circa un milioni di euro. E cosi la sua versione, l'ennesima, non ha convinto gli inquirenti che gli hanno comminato una custodia cautelare in carcere. Sperava in un rilascio dopo essersi costituito ma è rimasto deluso. Stamattina, infatti, i carabinieri della Compagnia di Nocera Inferiore diretta dal tenente colonello Massimo Cagnazzo, gli hanno notificato in carcere a Fuorni, l'ordine di custodia cautelare. La Procura di Nocera Inferiore che aveva raccolto per competenza territoriale, le dichiarazioni di Aniello Pastore, ha dunque confermato che il vigilantes deve rimanere in carcere, l'accusa, infatti, è di peculato aggravato ed occultamento del bottino di circa un milione di euro che non è stato trovato dagli inquirenti a seguito delleindicazione dell'angrese. Il vigilantes nel dichiararsi colpevole di aver requisito il furgone portavalori dell'IperVigile, e di aver fatto tutto da solo e di aver vagato in lungo e largo l'Agro prima di nascondere il bottino in un fondo verso la strada di Montalbino . Aveva cercato di scavare una fossa per nascondere il bottino ma aveva dichiarato di non esserci riuscito e così aveva pensato bene di nasconderlo in un cespuglio di rovi. Il controllo dei carabinieri avvenuto a seguito delle dichiarazioni rese, non consentì di rinvenire il bottino. La versione di Pastore non è stata dunque creduta e secondo la Procura restano le presunzioni di colpevolezza. I reati per cui è accusato restano infatti di peculato aggravato e di occultamento del bottino.
E' indiziato di reato il 41enne Bruno Petrosino, volto noto della criminalità locale, già aderente al disciolto clan Contaldo ed attualmente, secondo gli inquirenti, affiliato al clan Cuomo- Passamano. Su di lui pesano alcuni indizi per il reato di tentato omicidio nei confronti del tossicodipendente Marino D'Auria. A seguito di indagini e in appena quattro giorni i carabinieri del Nucleo Operativo di Nocera Inferiore attualmente diretto dal capitano Gianpaolo Scarfato ritengono che potrebbe essere lui l'uomo che a bordo di un motorino senza targa e con volto coperto dal casco ha esploso due colpi di arma da fuoco, ferendo agli arti inferiori D'Auria mentre stava rincasando a piedi l'11 agosto scorso alle 20,40 circa in Via Bianchini a Nocera Inferiore. D'AURIA, soccorso e trasportato al pronto soccorso dell' Umberto I, visitato dai medici di turno era stato riscontrato affetto: "ferita da arma da fuoco ginocchio destro, ferita da arma da fuoco ginocchio sinistro e frattura femore destro", ricoverato e giudicato guaribile in gg. 40 s.c. Sul luogo del ferimento si erano immediatamente portati i carabinieri che nel corso del sopralluogo avevano rinvenuto e sottoposto a sequestro due bossoli calibro 9x21. Saranno ore le verifiche balistiche a capire se la pistola sequestrata a Petrosino sia la stessa da cui sono partiti i due colpi esplosi per gambizzare D'Auria. Elemento quest'ultimo del ferimento agli arti inferiori, tipico di un avvertimento e un rendimento di conti nell'ambiente criminale. Forse D'Auria aveva disobbedito ai comani del clan oppure si era reso inviso al gruppo criminale che imperversa nella zona e che si occupa essenzialmente di traffico di sostanze stupefacenti e truffe. La Procira della Repubblica di Nocera Inferiore aveva emesso lo scorso 16 agosto nei confronti di Petrosino un mandato ai carabinieri per fermarlo quale indiziato per i reati di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni. Le prossime ore saranno decisive per confermare o meno la ricostruzione effettuata dagli inquirenti che stanno continuando ad indagare.
Un'altro clamoroso caso di prodotti confezionati che all'atto del consumo si colorano. E cosi dopo la mozzarella blu è la volta del pesto che da verde naturale si trasforma in bruno rossiccio. Cosa c'era di meglio che prepararsi un buon piatto di spaghetti, magari condendoli con il pesto appena comprato in supermercato, alla vigilia del ferragosto? avrà pensato cosi il 55enne Sergio .F che nel pomeriggio di ieri si era recato al supermercato Alice di S.Egidio del Monte Albino, acquistando una confezione di pesto della ditta A.A.P di Villafranca in provincia di Verona. L'amara sorpresa, cotti gli spaghetti e versato il famoso sugo genovese, di ritrovarsi un piatto colorato non già di verde basilico ma di un rosso bruno. E così dopo la mozzarella blu, il formaggio rosso, sulla tavola di un nocerino, il pesto rosso! Il 55enne ha preferito naturalmente non consumare il pasto, chiamando invece i carabinieri del nucleo operativo di Nocera Inferiore che al momento sono agli ordini del capitano Scarfato che sono intervenuti immediatamente, sequestrando il piatto pronto di spaghetti e la confenzione incriminata, per sottoporli ai controlli dell'Arpac e dell'Asl. Le verifiche che sono state richieste anche dalla Procura, consentiranno di fare chiarezza circa l'increscioso episodio e si dovrà chiarire se quel colore era sintomatico di tossicità e se in sostanza per il 55enne ci sarebbero state conseguenze serie se avesse preferito consumare il pasto.