
Potrebbe essere difatti l'ultima nota da vescovo diocesano. Lo scorso 26 luglio, infatti, Monsignor Gioacchino Illiano, ha compiuto 75 anni. L'età per i vescovi conta quanto per i cardinali che alla soglia del 75° anno devono lasciare per diritto canonico, diocesi ed incarichi. Succede a tutti indistintamente ed ecco che il vescovo nocerino ha pensato probabilmente perchè animato dalle crisi politiche di questi giorni, di rifarsi risentire, precisando che la sua nota non è da " sindaco dei sindaci", una battuta che sinceramente non ho capito, piuttosto che pastore delle anime dell'Agro. Beh il gregge è disperso da tempo, tra crisi di identità sociale e non certo solo religiosa. La secolarizzazione spirituale nell'Agro Nocerino è certo un argomento non di poco conto nelle 55 parrocchie dei comuni dell'Agro, la crisi occupazionale e di valori segna punti a sfavore per gli sparuti sacerdoti che riescono a malapena a gestire le anime dell'Agro. Sembrano meno, infatti, i parroci e sempre meno incidenti le parole e i loro ruoli, comprese quello dell'anziano vescovo che appare evidente aver tirato i remi in barca nell'approfondire iproblemi sociali dell'Agro da tempo. Certo di tempo ne è passato, quando in sostituzione del vecchio vescovo Jolando Nuzzi, morto in diocesi, il giovane rettore, appena 50 enne,del Santuario e della Casa di Riposo S. Maria delle Grazie di Siano prese possesso della diocesi nocerina su segnalazione dell'allora potente cardinale Giordano. Molte le battaglie, sceso in strada nei cortei degli operai negli anni 90, in difesa delle fasce sociali più deboli, fondò il piano di zona oltre a rafforzare caritas ed intraprendere una serrata discussione e confronto con il primo sinodo diocesano. Le parole dell'ultimo Illiano sembrano di ammonimento ma appaiono anche stanche e di poca incisività, perchè si fermano alla superficie delle cose, ribadendo la necessità di far presto e di rivedere ruoli e posizioni di politici di basso rango. Come capita da un pò Illiano non chiarisce, limitandosi al velatamente detto e preferendo parole duali per esprimere pareri che avrebbe bisogno di autorevolezza e rigore morale oltre che di supporto religioso e cattolico. Nel testo si legge: «Il contesto socio-politico si sta sgretolando - ha dichiarato il prelato - c'è bisogno di fare qualcosa prima che sia troppo tardi». L'appello del pastore di anime non è il primo, in passato più volte ha chiesto attenzione per il destino sociale dell'Agro. Per il vescovo «non bisogna stare a guardare e rendere facilmente le armi, ma bisogna reagire" . Ed ancora sui personalismi della politica locale: Occorre «parlare di un Agro solidale» e di una politica che «vada oltre i personalismi che prendono il sopravvento insieme alla sete di potere». Monsignor Illiano è ancora più preciso: «Non bisogna dare la Cosa Pubblica in mano ad avventurieri politici della prima ora». Responsabilità di chi governa, ma anche dei cittadini: «C'è una "comunità" che purtroppo non sempre reagisce, rassegnata ed assuefatta». Conseguenze queste dell'immobilismo generale: «I cittadini non vedono più nulla di nuovo e tanti si allontanano disgustati».