
Che il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti stia combattendo da tempo una battaglia senza sosta per rivendicare un ruolo, in parte scippato ed una posizione politica, è indubbio. Come dimenticare lo smacco subìto, all'indomani delle sue dichiarazioni pro carfagnane che gli valsero lo scippo del ruolo di capogruppo Pdl in consiglio provinciale e l'allontamento non certo solo umorale voluto dal presidente Edmondo Cirielli. Il giovane sindaco, forte del successo elettorale conseguito due anni fa alle amministrative e poi lo scorso anno alle provinciali, non si è mai sottratto, forse pure per non passare troppo isolato, al dibattito di respiro non solo locale sulla politica del centrodestra salernitano. Esigenze di esserci sul palcoscenico della politica o una precisa strategia che cerca di garantirgli consensi e supporto alla sua amministrazione?. Gli attacchi sferrati sinora a Cirielli ,nno hanno sortito grandi effetti sinora anzi in alcuni casi sono risultati deleteri se non dannosi, come non dimenticare la recente crisi politica locale, avviata con la costituzione del gruppo consiliare Principe Arechi, l'associazione politica che fa capo al presidente Cirielli e la necessaria rimodulazione della sua giunta, con l'ingresso e l'acccordo di una maggioranza allargata. E come non ricordare le mosse di Santocchio, fidato consigliere di Aliberti, prima defenestrato da AgroInvest in netto dissenso con Cirielli e poi addiriturra nominato, dopo i favori ritrovati del parlamentare presidente, amministratore del Cstp. Quel che appare è che naturalmente quello che si scrive nei comunicati fatti inviare quasi quotidianamente da Aliberti, c'è solo un minimo di quanto in realtà è sottociuta nella battaglia da stillicidio in corso da mesi nel centrodestra provinciale. Il tandem Cirielli - Carfagna viene riproposto spesso in occasione dei cambiamenti e delle turbolenze a livello nazionale e cosi si replica poi come nell'ultimo caso di ieri, a livello locale. Arrivano pure le perplessità dello stesso Aliberti alle dichiarazioni d Annunziata, attuale sostituto di Cristoforo Salvati, altro fedelissimo ciriellino ed al momento per esigenze personali fuori dal circo mediatico attuale. C'è pure tempo per Aliberti di parlare della delicata situazione del nuovo contratto con Agro Invest, un modo palese per dire che si intende pesare con la dovuta contropartita politica, una scelta che ricade nelle mani del primo cittadino e che forse intende cosi riscalare un ruolo politico territoriale che da Salerno cercano in ogni modo di ridimensionare. La recente vittoria di aliberti che è riuscito a vincere la sfida elettorale regionale con l'ingresso in consiglio della consorte in sostituzione del sospeso Gambino è un altro tassello utile per comprendere che tipo di battaglia interna il centrodestra provinciale sta giocando e che strategie mette in campo Aliberti che si ritrova attualmente a rappresentare difatti la città più popolosa dell'Agro, dopo la deblache nocerina ancora di più, e di mantenere un equilibrio seppur precario nel centrodestra che ha già dimostrato crepe evidenti a Sarno ed in alcuni territori. Se Aliberti sta giocano all'autodifesa è certo che lo fa per salvaguardare il suo ruolo nel suo comune ed anche e soprattuto a livello provinciale alla ricerca di un riposizionamento che però dipende da importanti variabili non solo locali e drammaticamente legate alle vicende attuali del centrodestra nazionale. Lo smarcarsi dalla riunione del coordinamento provinciale previsto per lunedi a Salerno sulla situazione del Pdl e la richiesta a gran voce di un'entrata nella discussione del coordinatore Russo, recentamente passato in giunta provinciale ed al momento in religioso silenzio, sono due elementi che Aliberti sta utilizzando per ottenere risposte che al momento non giungano a destinazione.