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Nocera Inferiore/ Scioglimento consiglio, Romano pronto a dire la sua

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comune_di_nocera_inferioreAmarezza, dubbi e le tante forse troppe parole non dette o sottaciute alimentano le discussioni sulle dimissioni dei sedici consiglieri comunali che da ieri sera hanno decretato la fine anticipata della consiliatura. Eppure il sindaco Antonio Romano si era detto certo di un ripensamento e dalle sue parole dell'altro giorno, quasi una sfida a quei consiglieri comunali che gli avevano chiesto di dimettersi volontariamente dopo l'approvazione del bilancio comunale. Il sindaco aveva lanciato il guanto di sfida, dichiarando che non aveva nessuna intenzione di rimettere il mandato. Nei giorni scorsi, subito dopo il rientro in aula del reintegrato Guerritore, aveva sciolto le riserve, ritirando le deleghe agl iassessori ed azzerando la sua amministrazione. Un segnale evidente a chi doveva intuire che vi poteva essere spazio per un affiancamento e che avrebbe scongiurato il commissariamento. Una strategia politica a livelli pericolosi che si è dunque rivelata fallimentare, gli abbocamenti iniziali si sono dematerializzati per una serie di fattori. Non ultimo la forte pressione dei cirielliani, l'opposizione di centrodestra, infatti, un contatto con l'avvocato civilista, primo cittadino da circa otto anni, l'aveva avuto ma probabilmente non erano bastate le garanzie o ritenute irricevibili le richieste fatte a Romano in evidente difficoltà. Si è dunque deciso per le dimissioni da un consiglio da molto tempo in crisi di identità, con salti della quaglia e posizioni ambigue ulteriomente acuite dopo gli esiti disastrosi per il centrosinistra alle passate elezioni provinciali e regionali. Lo stesso sindaco, ravvisato il pericolo di un defenestramento aveva tentato la scalata ai due enti sovracomunali, candidandosi in entrambi i turni elettorali, ma il voto raccolto non è stato sufficiente neppure per agguantare la Provincia. In questo caso infatti Romano potrebbe sperare in uno scranno a Palazzo S.Agostino solo se l'ex Presidente Villani, si dimettesse. Un'ipotesi ormai remota, vista anche la posizione assunta nel gruppo misto, molto vicino al gruppo di maggioranza. dall'ex consigliere regionale in seno all'assise provinciale. Il sindaco è stato dunque isolato ed ancora prima accerchiato anche e probabilmente da chi tra i suoi è stato abituato a fare il gioco delle tre carte, ed approfittare dei momenti di difficoltà per chiedere ed ottenere favori e posizioni che probabilmente sono apparse insufficienti . Lì'ultimo a firmare è stato il giovane D'Antonio che aveva avuto un ruolo di ago della bilancia in almeno due occasioni. Molto ha pesato anche il cambio di cassacca di Arena, che perso il consiglio regionale aveva tentato la carta di un supporto al sindaco Romano, trattativa poi saltata sia per i dissensi interni all'Udc, De Mita aveva confermato il suo niet e la sua vicinanza a Guerritore ea Costabile D'Agosto. Lo stesso coordinatore provinciale Nocera aveva dichiarato non in linea Arena che dunque preso atto della manovra , ha alcuni giorni fa, aderito al gruppo Pdl del presidente Cirielli. Una partita di giro che peserà non poco per le prossime consultazioni elettorali. All'indomani della vittoria in provincia era stato lo stesso presidente Cirielli a mettere in discussione l'assetto amministrativo nocerino ed era partita quell'azione di erosione che oggi si è concretata con le dimissinoni dei consiglieri comunali. La conferenza stampa di lunedi 2 agosto cercherà di dipanare l'ìintricata matassa che ha però chiaro un segnale, a perdere come sempre sono i cittadini elettori che dovranno ora, nella confusa situazione politica fare scelte in ragione di candidature certe ma anche prendere atto che molto spesso, rappresentanza politica e dignità istituzionale non vanno sempre a braccetto. Intanto appare evidentissima la frattura in seno al Pd, lo stesso partito che aveva sinora sostenuto il sindaco Romano che anche all'ultima prova possibile di mantenersi a galla, ha confermato di non voler abbandonare il partito. Sembrano scomparse le intese che portarono i socialisti prima in maggioranza e poi adepti dopo la parentesi di crisi di maggioranza, come pure le liste civiche di Della Porta e Giordano che avevano mantenuto il supporto al sindaco dopo l'altro scossone politico di alcuni mesi fa. Tutto in discussione dunque con una fotografia politica scomposta, da un lato un centrodestra ritrovato seppur influenzato dagli ultimi episodi nazionali, l'Udc di D'Agosto e Guerritore, pronti a far valere e pesare il loro ruolo anche in una solitaria corsa elettorale e un centrosinistra dilaniato e isolato che sembra aver perso la bussola .
 
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