Si prepara un settembre caldissimo sul fronte dei trasporti pubblici regionali. All'indomani della rimozione dei manager di gran parte delle società di gestione dei trasporti pubblici in regione da parte della Giunta Caldoro, viene lanciato l'allarme che difatti apre una falla conosciuta da tempo ma ulteriormente acuita in questo periodo nella gestione economica del consorzio Unico Campania. L'ente nato da un accordo con le maggiori società di trasporto pubblico provinciali ed irrorato con risorse della regione ha consentito sinora l'erogazione di bigleitti integrativi per il trasporto da e per Napoli. Una rivoluzione salutata con molta soddisfazione all'epoca della prima amministrazione Bassolino e perseguita sinora, fino a quando da Palazzo S.Lucia hanno fatto sapere di non poter onorare gli impegni economici, un buco milionario che la regione non intende coprire. Ed ecco che dal consorzio giungano notizie allarmanti che potrebbero vedere già alla fine di agosto un aumento considerevole delle tariffe per il trasporto pubblico che sinora combina l'utilizzo simultaneo di più mezzi ( treno, bus, metropolitana, funicolare) con un unico biglietto. Stando a quanto riportato nelle note del consorzio, potrebbe essere eliminato il biglietto unico con un esponenziale aumento delle tariffe e la necessità di più biglietti per giungere nelle località di destinazione. Caldoro sembra irremovibile ed è probabile che si scateneranno proteste in vista di un settembre che aldilà del meteo si preannuncia ancora più caldo. La Regione ha comunicato al Consorzio la propria «indisponibilità» a erogare i fondi per l’integrazione tariffaria. L’assemblea di UnicoCampania ha già informato Palazzo Santa Lucia che senza la contribuzione regionale, che consente ai cittadini un risparmio annuo di 38,5 milioni di euro, la tariffa integrata aumenterà in maniera consistente: il biglietto orario per lo spostamento Napoli-Pozzuoli o Napoli-Casoria passerà dagli attuali 1,10 a 2,05 euro; il biglietto orario per lo spostamento Napoli-Torre del Greco passerà da 1,80 a 2,45 euro; il biglietto orario Napoli-Salerno passerà da 3,40 a 4,55 euro. Ad aumenti ancora più ingenti sarebbero esposte le tariffe se l’integrazione dovesse essere addirittura abolita: sparirebbe il biglietto integrato, sarebbe necessario acquistarne anche più di uno per spostarsi con spese ancora più consistenti: il Napoli-Salerno, per esempio, passerebbe da 3,40 a 5,20 euro. Ad ogni modo l’eventuale decisione circa l’aumento delle tariffe spetta alla Regione e non al Consorzio. A rischio stangata anche il biglietto UnicoNapoli. La Regione intende mantenere la tariffa integrata, crede a questo sistema tariffario ma intende capire cosa fare per arginare le perdite da mancati introiti. Recentemente l’assessore ai Trasporti Sergio Vetrella ha sbloccato 11 milioni stanziati dalla precedente giunta. Ma evidentemente c’è qualche falla nel sistema e prima di liberare altre risorse la Regione vuole intervenire con una manovra complessiva. Una linea che Vetrella ha annunciato ieri durante l’audizione in commissione. «Sono due gli obiettivi fondamentali della mia politica per i trasporti: l’efficienza del sistema e il taglio degli sprechi, nell’ambito di un trasporto di qualità che ponga al centro l’utente», è la sintesi del pensiero dell’assessore che ha sottolineato la volontà di procedere a un piano di razionalizzazione delle aziende di trasporto, a cominciare dalla liquidazione della holding Eav (trasferendone le funzioni e il personale all’Agenzia per la Mobilità) e dall’accorpamento delle tre aziende che gestiscono il trasporto su ferro (Circumvesuviana, Sepsa, Metrocampania Nordest).










