Il Governatore Caldoro ha revocato le nomine dei presidenti dei Parchi regionali, effettuate dalla passata giunta Bassolino. In un sol colpo cancellate le delibere che avevano assegnato i ruoli ai vertici degli enti di tutela ambientale di tutte le aree protette regionali. E scatta la polemica in seno al consiglio regionale, e dalle parole del vicecapogruppo Pd Del Basso, la volontà di difendere i presidenti dimissionati in una vertenza legale al Tar. Caldoro dal canto suo non sembra affatto preoccupato di quello che è stato definito da alcuni come un repulisti o caccia alle streghe, eliminare qualsiasi atto che in qualche modo possa presumere una continuità amministrativa con la passata amministrazione di centrosinistra targata Bassolino. E' avvenuto già per molte delle delibere dello scorso anno, tagliate per la ragione di non sforare il patto di stabilità e sta continuando ora con un primo vero atto della giunta, razionalizzare la spesa regionale, far rientrare i dipendenti comandanti presso altri enti, e l'aver rimosso gli incarichi di consulenti e dirigenti a tempo che avevano difatti sostituito dipendenti stabili della regione. Stefano Caldoro, superato indenne, il coinvolgimento seppur da vittima del presunto complotto ai suoi danni, dalla denominata P3 con il coinvolgmento stando alla Procura Romana, del dimesso assessore Ernesto Sica e lo stesso Cosentino, va per la sua strada, avviando difatti la sua attività a Palazzo S.Lucia. I prossimi atti consentiranno di comprendere quanto quella politica di rigore che ci si è imposti, sia ulteriormente profusa. Da sciogliere ci sono al momento i nodi sulle nomine dei dirigenti Asl, anche in questo caso l'orientamento è mandare a casa i subcommissari nominati da Bassolino. Per gli Ept da segnalare lo scivolone del Comune di Napoli - Assessorato al Turismo che in una nota inviata via fax invitava a prendere parte alla riunione incontro con il neo assessore al turismo l'ex on. Pagano, l'amministratore Ept Napoli sostituendo il nome della Casizzone all'attuale amministratore Scalabrini, senza che difatti vi sia stata sinora l'ufficialità della nomina.










